
DALLA CAMICIA
AL GUARDAROBA.
Ciò che nasce dalla camiceria napoletana diventa, in oltre trent'anni, un linguaggio più ampio del vestire: materiali naturali, costruzioni morbide, proporzioni precise e dettagli rifiniti a mano — attraverso camicie, denim, sartoria in lino, sahariane ed eveningwear.
Camicie per vite diverse.
Napoli 1964 esprime il linguaggio classico della camiceria; San Carlo lo porta nell’abito da sera; Capri alleggerisce la costruzione per l’estate. Occasioni diverse, una sola origine.



Denim, lino, movimento.
La SS 2026 sviluppa la camicia in un guardaroba estivo informale. Denim pre-lavato, lino naturale e volumi più morbidi si muovono tra mare, città e isola senza perdere il punto di vista sartoriale.


La sahariana entra nel linguaggio.
Sotto i porticati della Certosa, il lookbook abbina una overshirt/sahariana verde in lino e cotone a una camicia in fresco lino e pantaloni in cotone e lino con side tabs. La sartoria diventa più leggera, funzionale e volutamente rilassata.


Black tie, rilassato.
Il guardaroba da sera chiude il cerchio: lana Tasmania Super 180s nera, collo a scialle, camicia bianca con sparato plissettato, bottoni gioiello e papillon da annodare. La formalità resta precisa, ma il gesto è naturale.


Un linguaggio, più di un capo.
L’archivio non è un allontanamento dalla camiceria. È ciò che è accaduto quando i valori appresi attraverso la camicia sono stati applicati a un modo completo di vestire: sartoria senza rigidità, materiali naturali, dettagli rifiniti a mano e senso italiano della proporzione.
“Dalla camicia al guardaroba, l’idea resta la stessa: rendere la costruzione abbastanza precisa da sembrare naturale.”
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