Dopo la fotografia ufficiale

Le relazioni internazionali vengono spesso raccontate attraverso i loro momenti più visibili: una visita ufficiale, una firma, due bandiere, una fotografia. Sono momenti importanti. Ma il valore di una relazione comincia soprattutto dopo.

Quando incontro un interlocutore internazionale, la domanda che considero più utile non è soltanto chi possiamo invitare o quale cerimonia possiamo organizzare. È un’altra: quale valore concreto può nascere dall’incontro tra due territori? Quali relazioni esistono già, magari senza essere ancora collegate tra loro? E quali nuove opportunità possiamo costruire partendo da quelle connessioni?

Il rapporto tra Corea e Abruzzo è interessante proprio per questo. Non perché i due territori debbano assomigliarsi superficialmente, ma perché presentano competenze e vocazioni che possono diventare complementari.

Non partire da zero

Una delle lezioni più utili nelle relazioni internazionali è che raramente si parte davvero da zero. Prima ancora di immaginare nuovi progetti, occorre riconoscere quelli che esistono.

Tra l’ecosistema scientifico del Gran Sasso e istituzioni coreane esistono già relazioni nel campo della ricerca fondamentale. Sul piano universitario, atenei abruzzesi hanno sviluppato rapporti con università coreane. Esistono inoltre scambi commerciali e un quadro bilaterale nazionale tra Italia e Repubblica di Corea che comprende scienza, tecnologia e cultura.

La relazione, quindi, non deve essere inventata. Deve essere riconosciuta, collegata e sviluppata.

La relazione non deve essere inventata. Deve essere riconosciuta, collegata e sviluppata.

Dalla ricerca allo spazio

L’Abruzzo possiede una combinazione particolarmente interessante. Sotto il Gran Sasso si studiano alcune delle domande fondamentali dell’universo; nel Fucino si comunica con ciò che orbita sopra la Terra.

Ricerca scientifica, tecnologie satellitari, telecomunicazioni, cybersecurity, intelligenza artificiale e formazione possono diventare terreni di conversazione con un Paese che ha costruito una delle economie tecnologicamente più avanzate al mondo.

Il compito della diplomazia territoriale non è sostituirsi alle università, alle imprese o ai centri di ricerca. È creare il punto di contatto. Fare in modo che persone che avrebbero una ragione per parlarsi possano effettivamente incontrarsi.

Industria, università, persone

Lo stesso vale per il sistema produttivo. La Val di Sangro rappresenta uno dei principali poli industriali e manifatturieri dell’Italia centrale. La domanda interessante non è soltanto come vendere di più, ma dove competenze industriali, tecnologie e filiere possano incontrarsi.

Le università hanno poi una funzione particolare: trasformano una relazione istituzionale in una relazione generazionale. Mobilità studentesca, ricerca congiunta, programmi dottorali, scambio di docenti e connessioni tra università e imprese possono creare rapporti che durano molto più di una singola visita.

Una relazione diventa stabile quando non dipende più soltanto dalle persone che l’hanno iniziata, ma comincia a produrre nuove persone capaci di continuarla.

La montagna come competenza

Roccaraso e l’Alto Sangro aggiungono un altro elemento. La montagna non è soltanto turismo. È un insieme di competenze: formazione dei maestri di sci, sicurezza, prevenzione valanghe, innevamento, gestione ambientale, organizzazione degli impianti, sport giovanile e capacità di accoglienza.

Il dialogo con PyeongChang può quindi essere letto non semplicemente come rapporto tra due località sciistiche, ma come possibile scambio tra territori che hanno sviluppato conoscenze specifiche intorno alla montagna e agli sport invernali.

Ciò che resta

La diplomazia dei territori non sostituisce la diplomazia degli Stati. Funziona quando si inserisce nel quadro delle relazioni bilaterali e riesce a trasformare una cornice nazionale in opportunità locali concrete.

Per questo una visita non dovrebbe essere valutata soltanto per ciò che accade durante quelle ore. La domanda più importante è ciò che continua dopo: una telefonata, un incontro tra università, un’impresa che trova un partner, un programma di scambio, un progetto di formazione.

Una relazione nasce da un’introduzione. Una partnership richiede continuità. E la continuità trasforma un’opportunità in cooperazione.